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Sofferenza e creatività.
Appunti di viaggio nella turbolenza psichica.

Sintesi della conferenza


Sembra che Cisterna d'Asti abbia due volti: proprio come Giano bifronte, offre al visitatore due aspetti diversi della propria personalità. C'è il volto diurno col quale il Castello accoglie gli ospiti degli appuntamenti filosofici organizzati dal gruppo culturale di Filosofia e Psicologia Oron Oronta, e c'è poi il volto notturno animato dagli schiamazzi di coloro che vanno a rifocillarsi e a sbevazzare nei locali notturni del paese.

Ma parliamo dell'aspetto diurno. Sabato 14 e domenica 15 marzo si è svolto al Castello il quinto appuntamento con la filosofia sul tema "Sofferenza e creatività".

Prima di iniziare con il primo relatore, Giancarlo Tonani ha introdotto il ciclo di appuntamenti filosofici previsti a Cisterna d'Asti per il 2009. Verrà affrontato un percorso che dall'elaborazione della sofferenza mentale (14-15 marzo), procederà verso la capacità di elaborare la realtà ("Dal Caos dell'informe ai Mondi possibili"), entrando infine nell'eterna metamorfica tensione del "dare forma" all'Informe ("I Miti dell'Eros").

Ha iniziato Marcello Furiani con una relazione sul rapporto tra scrittura e vita, con la quale ha messo in luce la necessità di solitudine e di esilio che la scrittura invoca per potersi esprimere con forza. In queste condizioni la scrittura mette in atto la propria capacità trasfigurativa che le permette di captare il senso della vita e la sua umanità. La scrittura richiede quindi un allontanamento dal mondo ma, allo stesso tempo, trova poi dimora nel mondo. Per citare l'autore: "Ogni libro è un luogo di esilio che congiunge vita e scrittura, è lo spazio di un altrove inassimilabile al reale". La relazione si è avvalsa di una nutrita serie di citazioni delle quali ricordiamo quelle tratte da: Kafka, Cioran, Dante, Rilke, Mallarmè, Celan, Heidegger, Kant, Novalis, Walser, Joyce e molti altri.

Ha proseguito Francesco Capra con una relazione sui dislivelli di realtà. La relazione, attraversando le idee sull'inconscio espresse da Freud, Jung e Hillman, è approdata/ritornata a Nietzsche. La concezione niciana della nascita della tragedia greca individua la genesi della sofferenza umana nella perdita d'importanza dell'unico elemento in grado di introdurre un dislivello di realtà: il coro. Infatti il coro creava come un recinto sacro attorno a un nuovo livello di realtà, quello della realtà psichica, consentendo il rispecchiamento di sé dell'uomo dionisiaco sulla scena.

Hanno concluso la prima giornata Alberto Banaudi e Gianni Cavallero che hanno dato vita a un emozionante dialogo di sapore beckettiano, nel quale la profonda cultura filosofica dei due dialoganti si è fusa con la personale sofferenza emblematizzata dal titolo della loro performance: "Naufragio senza spettatori".

Alberto Banaudi, dopo aver fatto coincidere la propria sofferenza con quella di Prometeo, ha descritto un quadro (presumibilmente di Klingsor), che mostra la parete di una montagna ghiacciata lungo cui un filosofo scivola verso il fiume a valle, preceduto dai suoi occhiali. Di fronte alla montagna del dolore che la filosofia vorrebbe incantare o contenere artificiosamente c'è un destino di rovina quando essa si inventa soluzioni che non toccano la realtà dell'uomo. La filosofia e la psicologia sono fatte di parole che valgono tutto o nulla in funzione del rapporto che trovano con la realtà psichica dell'uomo.

La domenica è iniziata con una relazione di Franco Mattarella sul rapporto tra sofferenza e creatività alla luce delle idee dello psicoanalista inglese Donald W. Winnicott. La visione che Winnicott ha dato della sofferenza psichica degli individui può essere inquadrata in quella che viene chiamata "psicoanalisi dell'oggetto". La sofferenza è quindi dovuta a un insoddisfacente rapporto con la realtà esterna (con l'oggetto) e consiste nell'incapacità di conciliare la propria realtà psichica interna con quella esterna. Le cause della sofferenza vengono individuate nell'ambiente e, in particolare, nella madre che non è in grado di avviare, nel suo bambino, quel processo mentale (per niente scontato) che separa il me dal non-me, che permette quindi di vedere il mondo esterno come separato. Per fortuna la maggior parte delle madri sono "sufficientemente buone" e questo permette alla maggioranza degli esseri umani di non naufragare nella sofferenza.

E infine Giancarlo Tonani ha introdotto la consapevolezza che la nostra vita psichica sia una perenne tempesta e che sia un'illusione quella di chi pensa che "la vita possa scorrere senza tempesta, che possa essere serenamente inventariata, o che possa essere un contemplare la tempesta di altri".

Tonani ha quindi descritto i modi che l'uomo ha inventato per tentare di sottrarsi alla tempesta, citando un breve testo di Bion, "L'apologo dei bugiardi": i bugiardi sono coloro che, per sottrarsi all'angoscia della verità e della realtà che vengono loro offerte dagli uomini di scienza, negano anche l'evidenza. La sistematica menzogna praticata e diffusa dai bugiardi è la fonte della sofferenza, quando pretende di essere qualcosa di più di un appiglio provvisorio, nella tempesta della realtà psichica dell'essere umano. Se si vuole stare con felicità, con pienezza dentro la tempesta bisogna rinunciare a quella dimensione della nostra vita in cui l'elemento classificatorio della vita e delle parole prevale; perchè quelle parole ci allontanano dalla verità di noi stessi spingendoci verso la menzogna. Ciò che occorre è recuperare il rapporto analitico con le cose, alla ricerca di quel "contenimento" che solo l'ascolto dell'Altro ci può dare.


Franco Mattarella

Download podcast dell'evento filosofico
 
 
 
 
 
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