|
| |
 
 
 

Specchi che ci riguardano.
Video, installazioni, parole

Sintesi della giornata multimediale

Il gruppo culturale di Filosofia e Psicologia Oron Oronta ha festeggiato, domenica 21 dicembre 2008, il suo primo anno di attività e collaborazione con l’Associazione Museo Arti e Mestieri con un evento davvero speciale. Non una serie di conferenze, bensì una manifestazione multimediale composta da sequenze video, installazioni artistiche e letture di testi letterari, filosofici e psicologici sul tema che contraddistingue l’attività del gruppo culturale: il rispecchiamento di sé stessi in teorie, concetti, immagini artistiche.

“Pensiero in mostra” dunque, nel tentativo di avvicinarsi allo sguardo di Dioniso, divinità ellenica ancora in grado di interpretare la follia e la sanità dell’essere umano. “Usare lo specchio di Dioniso significa compiere un’immersione nella complessità del mondo”, ha ricordato Giancarlo Tonani nell’introdurre la manifestazione. “Esporsi a questo rischio significa mettere in gioco la propria identità: infatti è dura reggere lo specchio di Dioniso perchè si rischia di andare in pezzi”.

In una sala del castello, riscaldata anche dal fuoco della filosofia, Marco Bosca ha allestito una sofisticata attrezzatura audio-video che ha diffuso sulle pareti numerose sequenze sincronizzate audio-video di notevole impatto artistico e filosofico. Gli intervenuti sono stati accolti da Pinocchio che, in un’installazione di Stefano Di Norcia posta al centro della sala, posava il suo sguardo su cinque testine infantili di ferro simboleggianti lo sgomento di ogni bambino di fronte al mondo. “Pinocchio è il perpetuo NO fatto di rifiuti e di rifiuto…che sparisce di scena quando muore di soffocamento in un bambino”, ha ricordato Giancarlo Tonani. E’ iniziata quindi una lettura riflessiva di Testi-Specchi a cura di componenti del gruppo e di attori professionisti.

Hanno iniziato Gianni Cavallero e l'attore Davide Russo con brani tratti da Le Baccanti di Euripide, seguiti da Marcello Furiani che ha letto il suo Breve lettera sugli angeli caduti, quindi Alessandro Marchese ha espresso la difficoltà di dare alla Parresia greca una forma attuale, infine Francesco Capra ha interpretato un brano di Così parlò Zarathustra di Nietzsche.

Per concludere Alberto Banaudi ha ripreso il tema centrale della manifestazione analizzando un famoso quadro di Velázquez, Las Meninas, che da decenni è oggetto della riflessione filosofica contemporanea. Questo quadro offre infatti molteplici possibilità di riflessione sul rapporto tra realtà fenomenica e rappresentazione perchè, a differenza dalla grande maggioranza dei quadri, non è un'immagine dipinta dal punto di osservazione del pittore ma da quello del soggetto che viene dipinto.

Come soggetti che osservano il quadro ci specchiamo nello sguardo del pittore e riusciamo vedere di noi solo il retro del quadro (il nostro rovescio oscuro). Ma c'è un elemento, in fondo e al centro della tela, che ci offre una possibilità cercando per noi ciò che non è visibile dal soggetto, e cioè il soggetto stesso. Si tratta di uno specchio che, illuminato da una tenue luce, mostra il vero soggetto del quadro (probabilmente si tratta della coppia reale). Questo quadro mettendo in scena l'assenza del soggetto, può quindi mostrarne la distanza dalla sua rappresentazione. La serata si è conclusa, in rinnovata continuità con il culto dionisiaco della Grecia antica, con una biodanza collettiva nella quale i presenti, disposti in due cerchi concentrici e guidati da Tiziana Coda Zabet, si sono rispecchiati nello sguardo dell’altro da sé. Alla fine della danza l’intero gruppo culturale Oròn Orònta (un po’ stremato) si è avviato, in una processione degna dei migliori baccanali, verso il ristorante Garibaldi dove è stato reso il dovuto omaggio a Bacco (sinonimo di Dioniso).

Franco Mattarella

Download podcast dell'evento filosofico
 
 
 
 
 
|
| |
© Copyright 2009-2011 oronoronta.org