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Passeggiata filosofica.
Sui sentieri di Cisterna d'Asti la riscoperta della lentezza.

Sintesi della giornata filosofica


Una singolare passeggiata filosofica quella che una trentina di persone ha affrontato sabato sera 12 luglio a Cisterna d'Asti. Il gruppetto ben assortito di viandanti si è trovato infatti, con il passare delle ore, a vivere l'esperienza concreta di trasformazione delle parole della filosofia in capacità di osservazione e fruizione delle forze della natura.

Ma partiamo dall'inizio. All'ombra dell'ultimo sole e saggiamente guidati dal filosofo Alessandro Marchese, ci si è avviati dal Castello di Cisterna d'Asti lungo il sentiero sterrato che, costeggiando un ampio anfiteatro di vigneti, porta in cima alla collina detta Bogard.

Nel corso di alcune brevi ma dense soste, Alessandro Marchese ci ha introdotti allo spirito della passeggiata filosofica: la lentezza. La passeggiata è occasione per riscoprire la natura e fruire dei suoi aspetti oggi più trascurati: i suoi suoni e le sue forme.

Lo scopo della passeggiata si può assimilare al passaggio dalla fotografia al disegno; essa  dovrebbe permettere di fare un passo indietro (tecnicamente) e un passo avanti (cognitivamente). Infatti si osservano per davvero le forme della natura (foglie, rami, alberi, pozze d'acqua) solo se le si vuole disegnare, e non fotografare.

Con la mente pregna di questi pensieri e in un silenzio "naturale", il gruppo, arrivato in cima alla collina, è stato accolto dall'infaticabile Lino Vaudano nel suo casotto in legno che, ad alcune donne del gruppo, ha ricordato nostalgicamente quello del guardacaccia di Lady Chatterley.

Dalla tavola apparecchiata sulla cima della collina era possibile vedere il castello di Cisterna e tutte le colline che lo circondano, e avuto appena il tempo di riprendere fiato, Lino ha dato inizio alla merenda sinoira che ci aveva promesso: salumi, carpioni, risotti.

Intanto la natura preparava il suo spettacolo: un temporale non inatteso è infine arrivato costrigendo il gruppo a rifuggiarsi nel casotto. Per circa un'ora l'allegria del gruppo nel casotto si è alternata con lo spettacolo dei lampi sulla valle e il rombo dei cannoni a difesa delle pesche di Canale. Il temporale si è concluso proprio al momento del dolce, una gigantesca e squisita torta di pesche e amaretti preparata dall'altrettanto squisita organizzatrice, Tiziana Mo.

Con un filosofico senso di sazietà, il gruppo, alla luce delle torce e col passo felpato dei "camaldolesi", ha ripreso il sentiero di ritorno per Cisterna.


Franco Mattarella

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